Mentre le edicole chiudono e si rarefanno, la lettura dei quotidiani (da quello che emerge dai dati certificati) continua a flettere. In questo contesto difficile pensare che ci siano spazi di mercato per una nuova offerta.
Eppure si deve a questo punto prendere atto dell’affermazione di un nuovo quotidiano, La Verità, diretto da Maurizio Belpietro, che ha ampiamente superato la soglia del break-even che si erano dati al momento del lancio, smentendo molte previsioni degli “esperti” che davano al quotidiano pochi mesi se non giorni di vita (come lo era stato per molte altre avventure editoriali). A parte il nome della testata, troppo associabile alla Pravda, il posizionamento ci sembra particolarmente originale: 1 Euro, 24 pagine, linguaggio diretto e rapido, fortemente critico, alcune firme di prestigio.
La Verità ha saputo conquistarsi un suo spazio di mercato, nonostante che l’area politica di riferimento fosse già fortemente presidiata da altri due quotidiani: Il Giornale e Libero.
In effetti La Verità ha ripetuto, sul fronte politico contrapposto, l’exploit de Il Fatto Quotidiano (che nel 2015 era arrivato a superare le 60mila copie vendute).
Per entrambi i quotidiani c’erano in effetti aree di opinione pubblica che non si riconoscevano a sufficienza nell’offerta disponibile (anche politica) e che erano in attesa di una voce che rispondesse alle loro impazienze.
Queste storie di successo di quotidiani a diffusione nazionale dimostrano come un posizionamento “appuntito” su nicchie delimitate ma “irriducibili” sia in grado di controbattere la tendenza complessiva, garantendo spazi di sopravvivenza anche in un mercato in contrazione.
A nostro avviso esistono molte altre aree in ambito politico, scientifico e informativo che sono in attesa di un’offerta editoriale adeguata. Solo un’analisi fondata su premesse scientifiche e razionali come la ricerca di mercato può sondare efficacemente gli umori della pubblica opinione, per esplorarne attese, pretese, insoddisfazioni… e creare nuovi veicoli comunicazionali.
Salendo sul treno ad alta velocità o sull’aereo ci vengono ancora offerti a mo’ di omaggio diversi quotidiani cartacei, probabilmente per incentivarne la lettura. Forse qualcuno dovrebbe suggerire alla compagnia che è più semplice, molto più semplice e meno costoso, garantire gratuitamente a tutti i viaggiatori l’accesso on line alle stesse testate. Di modo che chi vuole legge quel che vuole, chi non desidera leggere può comunque accedere ad altri contenuti multimediali senza sprecare inutilmente carta riempiendo i cestini dei rifiuti.







